lunedì 6 agosto 2012

L'ateismo


Il tutto condito da un enorme "secondo la mia opinione" scrivo di getto (quindi con particolare concentrazione di vaccate di linguaggio) quanto penso e rimugino ogni volta che vedo un post su FB o Google+ su religione e ateismo.
L'ateismo è una forma ipocrita di religione concentrata sulla divinità "se stessi", dalla notte dei tempi l'essere umano ha avuto necessità di credere in qualcosa per poter dare una "rassicurante" spiegazione a tutti gli eventi non spiegabili sulle proprie esperienze e conoscienze personali.
Dal dio del fuoco e dei fulmini, alle forme molto più recenti monoteistiche, l'uomo ha sempre cercato conforto interiore verso l'ignoto nella religione, mostrando a se stesso e alle persone attorno la propria dedizione con riti e rituali di vario genere. In molte religioni un'unica entità onnipotente fa troppa "paura" così è stata spezzata in più parti, un dio se porta cose belle, uno per la guerra, uno per la vita, etc.
I rituali sono quasi sempre mirati al "mantenimento della specie", a partire dal medioriente dove alcool e grassi suini minano pesantemente la salute, spostandosi più a nordovest per capire come l'igiene di un popolo di pastori e agricoltori ha obbligato la scelta di distinguere stoviglie in base al cibo.
La scienza può spiegare che l'alcool a temperature semi-desertiche danneggia in breve tempo il sistema arterioso e venoco, il grasso suino se scaldato diventa particolarmente acido corrompendo e provocando ulcere; i latticini se la stoviglia non è igienizzata provocano muffe che diventano altamente tossiche a contatto con cibi ricchi di proteine animali, etc.
A nulla serve la scienza o la tecnologia, gli strumenti "umani" servono a spiegare il "come" di tutti gli eventi, dalle microreazioni chimiche ai fenomeni astrali, ma alla domanda "perchè" nessuno scienziato con un minimo di raziocinio darà risposta; tuttavia la portata delle manifestazioni divine diminuisce col progredire dell'estensione dello scibile umano, partendo dalla creazione del mondo indietro di migliaia di eoni fino ai giorni nostri dove al massimo appare l'effigie della divinità su un fondo d'una tazzina di caffè.

Per me religione e scienza non sono esclusivi, una cosa copre un range di risposte a domande di cui l'altra è estranea, nel binomio come/perchè l'unica cosa in comune è l'uomo (anche l'ateo, basta googlare per cercare il monologo del film "Freccia" per capire meglio).
L'uomo ha e avrà sempre bisogno di qualcosa che dia un motivo a tutto ciò che lo circonda, non basta sapere come accade scientificamente, l'uomo è troppo avido di informazioni e nè la religione nè la scienza potranno mai colmare a pieno tutto. Esattamente come è intrinseco nella natura umana voler elevarsi socialmente e come potere personale rispetto agli altri, che porta ciascuno, indipendentemente dal proprio credo sia religioso che tecnocratico, e voler imporre alle persone circostanti il proprio pensiero, in una forma di dottrina non richiesta e spesso nemmeno tollerata...

Un giorno, magari con più tempo e calma, parlerò anche del *mio* rapporto con scienza, tecnologia e religione.

Eh...